Meteo: DOMENICA instabile da un lato, GELIDA dall’altro!

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IN BREVE:

Al momento l’Italia sta ancora facendo i conti con l’ennesimo vortice ciclonico che alimenta una perturbazione ancora capace di rimanere attiva su alcune regioni del Centro-Sud. Per queste zone la domenica sarà ancora una giornata in bilico sul fronte meteo in quanto non mancheranno le nubi, la pioggia e anche la neve. A farsi carico di questo contesto ancora instabile specialmente nella prima parte del giorno, saranno l’Abruzzo, il Molise, la Puglia, la Basilicata e molti angoli del basso Tirreno. Oltre a piogge sparse si dovrà fare i conti anche con qualche rovescio di neve anche a quote relativamente basse sui rilievi del Centro (600/700m) a quote più altine invece su quelli del Sud.
Nel corso della seconda parte della giornata invece, il quadro meteorologico volgerà verso un rapido ed evidente miglioramento ed entro sera i fenomeni si ridurranno sensibilmente fino a concentrarsi solo su alcuni tratti della Calabria tirrenica e sul nord della Sicilia.

Ci sarà invece una grossa fetta del Paese dove si avvertirà sempre di più la presenza di un nuovo elemento in fase di affermazione sull’area mediterranea. L’anticiclone delle Azzorre! Quest’ultimo sarà la chiave di svolta verso un periodo di maggior stabilità atmosferica che soprattutto con l’inizio della nuova settimana porterà un contesto meteo decisamente più stabile a tratti ben soleggiato su gran parte del Paese.
Le uniche note di rilievo saranno costituite dalle gelide temperature notturne che si registreranno su tutto il Nord, sulla Val Padana e su alcuni tratti più interni del Centro. Su queste zone ci attendiamo ovviamente estese gelate in quanto le temperature scenderanno anche di parecchi gradi sotto lo zero soprattutto nella aree di periferia e di aperta campagna.
Alla base di tutto ciò troveremo le fredde correnti da nord che spazzeranno comunque in lungo e in largo un po’ tutto il Paese. Ma a contribuire a far crollare i termometri la notte ci penseranno pure le ampie zone di sereno responsabili di una più rapida dispersione del calore dai bassi strati verso la libera atmosfera.

Stefano Ghetti – iLMeteo.it